There Will Be Blood, 2007 di Paul Thomas Anderson (arrivato in italia con il titolo “Il Petroliere”)
Premessa: questo potrebbe essere il primo di una lista di film che recensirò in seguito agli Oscar del 2008, There Will be Blood in particolare ha vinto due oscars: Miglior Attore Protagonista a Daniel Day-Lewis e Miglior Fotografia a Robert Elswit.
E’ diventata mia abitudine, durante la visione di un film, prendere appunti su un foglio di bloc-notes dei pro e dei contro che incontro per poi avere dei punti di riferimento al momento della recensione finale, progredendo con la visione se un elemento migliora viene sottolineato, o cerchiato, o evidenziato, messo in evidenza insomma.
Nel caso di There Will Be Blood le parole “Sequenza Iniziale” sono scritte a caratteri cubitali, cerchiate tre volte ed evidenziate con il mio Stabilo Bros preferito: l’arancione.
15 minuti di silenzio cullato fra il suono prodotto da un piccone ed il pianto di un neonato, il tutto farcito con una colonna sonora che prende ispirazione da quella di 2001: A Space Odyssey, creando un affascinante incantesimo spezzato soloda un monologo di 2 minuti del protagonista, un monologo carico di sentimento che ritrae subito in maniera abbastanza chiara il personaggio di cui seguiremo le vicende e riesce inoltre a denotare chiaramente i canoni che ha intenzione di seguire l’intera pellicola,
“To make a long one short”, in appena 17 minuti, There Will Be Blood si era già autodefinito come capolavoro nel mio metro cinefilo personale.
Poi il film è andato avanti, dandomi ulteriori motivi di aggiungere più sul mio foglio: il piccolo H.W. , che supera con facilità la perfezione nel suo ruolo; una colonna sonora (di cui ho già esplicitato l’ispirazione motivando il mio entusiasmo a riguardo) veramente ottima che da il ritmo per alcune sequenze rendendole, se possibile, ancora migliori di quanto già non lo siano; le sequenze dell’esorcismo, catartiche, ed una fotografia impeccabile per tutti i 158 minuti del film.
Sul protagonista preferirei non dilungarmi, ha già preso l’Oscar ed è stato osannato da qualunque critica mondiale, Daniel Day-Lewis è stato semplicemente straordinario.
Per concludere faccio nuovamente riferimento al mio blocco degli appunti; “Sequenza iniziale” non era l’unico elemento a saltare all’occhio sul foglio di There Will be Blood, ce n’era un’altra dotata sicuramente dello stesso sfarzo, se non superiore: “Sequenza Finale”.
E’ come se l’ultima parte del film fosse un’iperbole di pellicola da 35mm che culmina nella scena conclusiva, nella perfezione della scena conclusiva, nell’assoluta magnificenza della scena conclusiva.
Posso dunque affermare che There Will Be Blood è un maledetto capolavoro, e nonostante non abbia vinto l’oscar come miglior miglior film (per ovvi motivi, aggiungerei: No Country For Old Men) rimane un film del quale obbligo la visione a voi tutti, senza eccezione alcuna.